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Crowd4Fund. ‘La vena sociale del crowdfunding siciliano’. Intervista a Assia La Rosa (Laboriusa)

 

Crowd4Fund. ‘La vena sociale del crowdfunding siciliano’. Intervista a Assia La Rosa Laboriusa

 

 

Anche la Sicilia ha la sua piattaforma di crowdfunding: è sociale, solidale, creativa e ha iniziato a fare i primi passi, riunendo intorno a sé il mondo dell’associazionismo operoso. Si chiama Laboriusa e nasce da un’idea della giornalista catanese Assia La Rosa, Ceo di I Press, impegnata da anni per fare della corporate social responsibility” un obiettivo da raggiungere; un impegno da coltivare.

Si tratta di una delle poche piattaforme di crwodfunding nata nel mezzogiorno e, per di più, promossa da un’imprenditrice.

Fabio Allegreni. Come ha risposto il territorio alla nascita di Laboriusa?

Assia La Rosa. Laboriusa è una piattaforma sociale, un contenitore hi tech al servizio del territorio, uno spazio per seminare progetti e raccogliere partecipazione, condivisione e attenzione verso temi etici, solidali e culturali. È difficile, quanto mai complicato, parlare di tecnologia e di progetti digitali in Sicilia, superando alcune barriere culturali che continuano a bloccare sviluppo e innovazione: ma noi ci abbiamo provato; ci proviamo ogni giorno; con la speranza di far decollare un progetto davvero ambizioso. In questa prima fase, in cui la mission è sensibilizzare gli utenti e spingere le donazioni, la piattaforma canalizza iniziative charity, stabilendo piccoli budget per grandi progetti.

Fabio Allegreni. Quali sono i margini di crescita del progetto?

Assia La Rosa. In Sicilia il crowdfunding rappresenta una frontiera sperimentale che, sono certa, fra qualche anno vedrà una vera e propria esplosione sul web. Laboriusa non nasce per fare business in senso stretto, ma l’investimento ha ricadute sulla reputation e sul posizionamento, dunque si trasforma in “valore sociale” per l’impresa che la sostiene. Da sempre operiamo seguendo questa logica e spingendo le aziende a fare lo stesso: investire sul territorio per affiancare la propria immagine all’impegno portato avanti da gente operosa e fattiva. Un nuovo modo di fare marketing per fare della Sicilia un luogo di speranza e dell’associazionismo uno spazio di fiducia.

Fabio Allegreni. Quali sono i progetti sostenuti sino ad oggi?

Assia La Rosa. La nuova piattaforma siciliana di crowdfunding (www.laboriusa.it) mira a raccogliere fondi per supportare idee che circolano attraverso il coinvolgimento di categorie svantaggiate; fasce “protette”; soggetti fragili.

Ecco alcuni dei progetti (alcuni già chiusi, altri in corso): creativi, propositivi, pieni di vitalità e voglia di cambiamento. L’Associazione “CULT Culture Possibili” ha lanciato la campagna“laboriusa” di raccolta fondi finalizzata a sostenere la messa in scena di uno spettacolo teatrale: La Ballata degli Elefanti, che ha visto coinvolti alcuni attori con Sindrome Down insieme a professionisti del settore. Un format innovativo nel campo dell’attività teatrale, che ha l’obiettivo di sostenere l’integrazione di persone con disabilità attraverso un contributo artistico e creativo.

Fabio Allegreni. E ancora?

Assia La Rosa. Un altro progetto è Isola Quassùd Home Restaurant, ideato dall’omonima Associazione Culturale fondata nel 2004 a Catania da Emanuela Pistone, che ha dato vita a numerose iniziative volte a promuovere conoscenza e convivenza pacifica con l’ambizione di mostrare che l’incontro di civiltà è l’unica strada degna di essere percorsa.

Il progetto finanziato è quello di IQ Home Restaurant, che a breve vedrà in cucina i migranti residenti a Catania che trovano il loro riscatto dopo viaggi disumani attraverso il mare e il deserto.

Fabio Allegreni. Altri progetti nel sociale?

Assia La Rosa. Sì certo, il Centro Koros ha lanciato “Velegalmente”, il progetto di educazione alla legalità e recupero dalle devianze giovanili giunto quest’anno alla sua terza edizione. Nato dalla collaborazione tra l’Associazione di Promozione Sociale, l’Ufficio dei Servizi Sociali per i Minori di Catania e la Fondazione Fava, si caratterizza come un percorso d’inclusione sociale e accompagnamento dei ragazzi provenienti dal circuito penale minorile, attraverso la pratica della navigazione a vela, che diventa un’opportunità di crescita basata su valori quali l’accettazione dell’altro, la convivenza civile, il rispetto di regole e competenze all’interno della società.

Fabio Allegreni. Nuovi soggetti con cui collaborate?

Assia La Rosa. Ultimamente, hanno fatto ingresso nella grande famiglia di Laboriusa anche la “Casa di Toti” e Medicare Onlus. Grazie al contributo dei donatori digitali, Muni Sigona – mamma di un diciassettenne che soffre di un grave disturbo psichico – potrà trasformare una dimora storica del Settecento in un Albergo Etico, e l’associazione che si occupa di prevenzione e supporto ai malati oncologici e alle loro famiglie, potrà acquistare sei parrucche per donne che stanno affrontando il percorso di chemioterapia (ausili non finanziati dal sistema sanitario nazionale).

Fabio Allegreni. Perché il crowd dovrebbe frequentare spesso Laboriusa?

Assia La Rosa. L’appello è rivolto ai cittadini digitali, che possono così contribuire alla crescita reale e sostenibile. Un piccolo gesto per un grande obiettivo. Un’iniziativa che si rivolge alla #gentelaboriusa attraverso il web, linkando e viralizzando valori, buone prassi, innovazione sociale.

 

Intervista curata da Fabio Allegreni

Fonte: www.key4biz.it

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